Curricoli

Premessa e indicazioni per la lettura

1-Curricolo verticale d’istituto. Cos’è e a cosa serve.

Il curricolo verticale è un documento elaborato e condiviso dagli insegnanti di tutti gli ordini scolastici dell’Istituto Comprensivo “Gabriele d’Annunzio”, partendo dalla scuola dell’infanzia e concludendo con quella del primo ciclo. In parole semplici, può essere inteso come l’insieme dei contenuti minimi garantiti che verranno affrontati per ogni anno di scuola e che gli insegnanti hanno individuato come imprescindibili.

Il curricolo è una forma di garanzia orizzontale e di continuità verticale. Orizzontale in quanto garantisce uniformità nello svolgimento dei programmi agli alunni di pari età, a prescindere dalla sezione o dal plesso di frequenza. In questo senso è uno strumento che crea coerenza interna all’istituto. Verticale in quanto articola in modo progressivo lo sviluppo di abilità e competenze, lungo un percorso di maturazione che gli alunni iniziano alla scuola primaria e terminano con l’esame di stato della scuola secondaria di primo grado. In quest’ottica i passaggi di grado scolastico, che sono passaggi importanti nella maturazione di ogni ragazzo, avvengono all’interno di un percorso progressivo e concordato tra gli insegnanti.

Curricolo però non significa standardizzare la didattica. Ogni insegnante infatti è libero di elaborare in modo personale la propria programmazione e le proprie proposte, secondo le proprie preferenze e attitudini. Il curricolo indica quindi i contenuti essenziali e garantiti, ma non rappresenta la totalità delle proposte didattiche di un insegnante.  

2-Principi ispiratori e impostazione pedagogica

2.1-Le otto competenze chiave europee

Il curricolo è organizzato per competenze, non per materie. Per la precisione segue le otto competenze-chiave definite nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18.12.2006.

Le competenze chiave vengono acquisite in un processo lungo e il loro sviluppo serve ad affrontare la realtà nel miglior modo possibile. Perché se è vero che la società degli ultimi anni cambia rapidamente e difficilmente si può prevedere che tipo di formazione o di figure potrà chiedere, allora l’unico modo possibile per preparare al meglio i ragazzi ad affrontare la realtà è quello di fargli acquisire la forma mentale e gli strumenti per trovare soluzioni e adattarsi alle situazioni. Di fronte a una realtà così complessa, la classica divisione in materie, che seziona il sapere, sembra non dare più la giusta preparazione ad affrontare la realtà.

Per questo le competenze sono fortemente legate tra loro e vengono esercitate in prove significative, complesse, che hanno il carattere della realtà e della multidisciplineareità.

2.2-Apprendimento formale e informale

Se la società è in continuo e sempre più rapido cambiamento e le competenze sono la “comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche”, l’istituto, pur riconoscendo il suo ruolo centrale nel percorso di apprendimento di ogni alunno, è consapevole del fatto che tale apprendimento non si esaurisce con le proposte didattiche. Infatti tutti i ragazzi continuano ad apprendere in modo informale facendo esperienza in altre realtà e vivendo quotidianamente nel mondo: confrontandosi con gli altri, misurandosi di fronte a difficoltà, trovando soluzioni e prendendo decisioni continuano ad apprendere e a sviluppare le loro competenze.

Proprio considerando il valore degli apprendimenti informali, dall’a.s. 2017-2018 l’istituto riconosce, al termine del primo ciclo d’istruzione, un bonus fino ad un massimo di un punto che va ad integrare il giudizio di ammissione all’esame di stato. I bonus vengono riconosciuti a tutti quelli studenti che documentano esperienze valutate come significative per il loro percorso di apprendimento.

3-Il curricolo come base per le Unità di Apprendimento

Da un lato la suddivisione in discipline su cui è organizzata la scuola appare in certe situazioni un’astrazione che non tiene conto del fatto che la realtà è complessa e richiede più competenze integrate fra loro, mentre dall’altro lato il curricolo d’istituto è un documento generale, trasversale e comune, ma non riporta attività didattiche concrete né dà indicazioni sul come articolarle. Lo strumento adottato dall’istituto per avviare esperienze trasversali e mettere assieme i curricoli per competenze chiave e le discipline è quello dell’Unità di apprendimento (UdA). Con questa espressione si intende un’attività progettuale di ampio respiro, pianificata nei tempi e nelle attività, che coinvolge più discipline e quindi più insegnanti. Nelle UdA, infatti, gli studenti  vengono messi di fronte a compiti complessi e significativi, che richiedono l’esercizio di competenze diverse.

La progettazione delle UdA è un lavoro che viene svolto all’interno dei Consigli di classe con frequenza annuale e vanno intese come modalità trasversali e complesse di affrontare in modo multidisciplinare argomenti specifici di più discipline. Sono quindi parte integrante delle Programmazioni didattiche.

4-Indicazioni per la lettura del curricolo

I curricoli della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado sono articolati in tre sezioni:

  1. la sezione A riporta le indicazioni ministeriali, indicando i traguardi di competenza e gli obiettivi formativi;
  2. la sezione B riporta il curricolo d’Istituto, precisando per anni di corso i contenuti o le abilità ritenuti essenziali;
  3. la sezione C descrive i livelli di competenza che saranno utilizzati nel modello di Certificazione delle competenze utilizzato al termine della scuola primaria e al termine della scuola secondaria di primo grado.

5-Aggiornamento del curricolo

La stesura di un curricolo verticale d’istituto presenta una serie di difficoltà. Mentre alcune competenze sono identificabili con alcune discipline, altre sono più trasversali e aggregano più materie, fino ad arrivare alle competenze di cittadinanza, del tutto trasversali. La stesura di questo documento è quindi un’azione che richiede riflessione e nuove strategie da sperimentare. Richiede tempo e per sua natura un aggiornamento continuo.

Comunicazione nella madre lingua

La comunicazione nella madrelingua è la capacità di esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta (comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico in un’intera gamma di contesti culturali e sociali;

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Comunicazione in lingue straniere

La comunicazione in lingue straniere, oltre alle principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua, richiede anche abilità quali la mediazione e la comprensione interculturale. Il livello di padronanza dipende da numerosi fattori e dalla capacità di ascoltare, parlare, leggere e scrivere.

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Competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico

La competenza matematica e le competenze di base in campo scientifico e tecnologico. La competenza matematica è l’abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problemi in situazioni quotidiane, ponendo l’accento sugli aspetti del processo, dell’attività e della conoscenza. Le competenze di base in campo scientifico e tecnologico riguardano la padronanza, l’uso e l’applicazione di conoscenze e metodologie che spiegano il mondo naturale. Tali competenze comportano la comprensione dei cambiamenti determinati dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun cittadino.

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Competenza digitale

La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) e richiede quindi abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

 

Nel caso della competenza digitale l'istituto ha sviluppato un unico documento per tutti e i livelli scolastici.

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Imparare ad imparare

Imparare ad imparare è collegata all’apprendimento, all’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento sia a livello individuale che in gruppo, a seconda delle proprie necessità, e alla consapevolezza relativa a metodi e opportunità.

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Competenze sociali e civiche

Le competenze sociali e civiche. Per competenze sociali si intendono competenze personali, interpersonali e interculturali e tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale. È essenziale comprendere i codici di comportamento e le maniere nei diversi ambienti in cui le persone agiscono. La competenza civica e in particolare la conoscenza di concetti e strutture sociopolitici (democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili) dota le persone degli strumenti per impegnarsi a una partecipazione attiva e democratica

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Spirito di iniziativa e imprenditorialità

Spirito di iniziativa e di imprenditorialità significa saper tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l'innovazione e l'assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. L’individuo è consapevole del contesto in cui lavora ed è in grado di cogliere le opportunità che gli si offrono. 

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Consapevolezza ed espressione culturale

Consapevolezza ed espressione culturali, che implicano la consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.

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